Corte di Cassazione – Sezione VI Penale, sentenza 22 settembre 2020, n. 28957 – Presidente Pierluigi Di Stefano – Relatore-Estensore Orlando Villoni

VIOLAZIONE DELLA CLAUSOLA CONTRATTUALE – CONFIGURABILITÀ DEL DELITTO DI TRUFFA – ILLECITO DI NATURA CIVILISTICA.

La mera violazione della clausola contrattuale pattuita non può integrare raggiro o artificio ma solo un illecito di natura civilistica derivante dal mancato rispetto di una delle condizioni convenute tra le parti contrattuali.
Ai fini della configurabilità del delitto di truffa, è altresì necessario che vi sia identità tra il soggetto che, indotto in errore dall’autore del reato, compie l’atto di disposizione patrimoniale e il soggetto passivo del danno.

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ANDREA ALFONSO STIGLIANO – MARTINA CANZONERI –
CHIARA BETTINZOLI

TRUFFA CONTRATTUALE E ILLECITO CIVILISTICO: AI CONFINI DEL PENALMENTE RILEVANTE

SOMMARIO: 1. Premessa. – 2. Le questioni giuridiche oggetto di analisi. – 3. Brevi cenni al tessuto di tipicità dell’art. 640 c.p. – 4. Truffa contrattuale e illecito civilistico. – 5. (segue) Danno e profitto e la (limitata) pregnanza distintiva. – 6. (segue) Artifici, raggiri ed esecuzione del contratto: che rilievo per l’inganno “in corso d’opera”? – 7. Dissociazione tra soggetto raggirato e soggetto danneggiato. – 8. Conclusioni.

  1. Premessa

Il reato di truffa, ed in particolar modo la truffa contrattuale, rappresenta una paradigmatica figura delittuosa di frontiera tra illecito civile e illecito penale. Collocandosi, infatti, nella categoria dei c.d. reati in contratto, ad assumere rilevanza penale non è l’accordo in quanto tale – avente ad oggetto interessi astrattamente meritevoli di tutela –, bensì le modalità mediante le quali si è ad esso pervenuti, essendo necessaria la cooperazione artificiosa della vittima. […]